Il POTERE DEI SOGNI

Sto ascoltando la radio, in una serata di domenica.

Uno dei giorni forse più malinconici della settimana, quando il lunedì proietta la sua lunga ombra dentro i giorni di riposo.

Eppure, questa sera il colore del mio sentire ha una sfumatura diversa. È ricco di colori vivaci, di respiri a pieni polmoni, di speranza.

La musica che riempie le frequenze della mia stanza accompagna e culla le immagini che stanno trovando residenza nella mia memoria.

Sedimentano, come semi che trovano la loro strada nel mio terreno, in attesa di spuntare e rivelare quale fiore o frutto doneranno.

Forse tutto questo puo’ sembrare volutamente poetico, troppo.

Eppure l’atto poetico, ovvero la costruzione di una visione poetica da un semplice fatto quotidiano, è uno degli atti più trasformativi e terapeutici che possediamo.

Ci aiuta a rinarrare la storia che ci raccontiamo sulla nostra vita, su quanto ci accade.

E una narrazione differente cambia completamente il dialogo interiore con il fatto stesso, e quindi l’impatto e lo spazio che gli concediamo.

Sia esso un episodio spiacevole, sia all’opposto un accadimento ricco di gioia.

Cosa è successo dunque, nei miei giorni precedenti a questo scritto, che possa avermi spinto a dare vita ad un “atto poetico” condiviso con questo scritto?

Ho assistito alla realizzazione di un sogno.

Non era mio, ma nello specifico quello di un essere umano a me molto caro.

Ho seguito il volo di questo sogno, dal momento in cui è stato materializzato solo nella mente (o nel cuore), fino alla non semplice gestazione, e poi finalmente dato alla luce.

Nella mia visione personale, tutto sembrava semplice fin dall’inizio. C’erano tutte le premesse e le risorse artistiche per portarlo sul piano realizzativo, eppure ho compreso che accade qualcosa tra la nascita del sogno alla sua realizzazione.

E non è semplicemente una serie di difficoltà materiali (tempo, organizzazione, disponibilità finanziaria) ma quello che io considero e chiamo “il passo della fede”.

Quello, per i nostalgici, di cui parla Indiana Jones in un film eccezionale come “Indiana Jones e l’ultima crociata”. Se non lo avete rivisto di recente, vi suggerisco di provvedere al più presto

Nel film, il nostro eroe si trova di fronte alla sfida più grande: non la prestazione fisica, non l’astuzia, ma la fiducia. Credere in ciò che il suo cuore già crede.

Spesso mi ritrovo a incontrare persone che hanno trovato la loro zona di comfort nella vita, privata e lavorativa, ma hanno quel velo di tristezza negli occhi, quella irritante insoddisfazione, dall’origine apparentemente ignota. compagna di giorni identici.

È quel passo verso l’ignoto, che a volte ci separa dal portare i sogni nella nostra realtà.

Ma quel passo non lo posso fare io per loro, posso solo provare ad accompagnare.

“Fino a quando non troverai di nuovo la tua fiducia, la tengo viva io per te, dentro di me”.

Il daimon, di Hillman, è descritto come la vocazione interiore, che possediamo fin dalla nascita e che ci guida vero il nostro autentico destino.

Per quanto sia potente, ha bisogno di mani e piedi che lo portino a camminare sulla terra. Non si manifesta da solo, anche se è bellissimo e potente. Ha bisogno della nostra imperfetta umanità per esistere.

Nessun sogno arriva a noi per caso, se ci raggiunge c’è un motivo. E quel motivo è proprio che ha bisogno di te, di noi, per esistere.

Ma qual è l’effetto di un sogno realizzato?

Sicuramente un senso di gratificazione personale, a volte successo professionale, economico, riconoscimento sociale.

Tutto legittimo, ma esiste un potere a volte ignorato che vale la pena nominare.

Il dialogo con il nostro mondo interiore si rafforza, aumenta, proprio perché abbiamo iniziato a dialogare ed ascoltare quella bislacca vocina interiore. E questo ci apre una comprensione migliore del nostro dentro, in sync con il nostro mondo esterno.

E soprattutto, ogni sogno realizzato è una luce accesa sulla superficie del mondo.

Una luce che può richiamarne altre, sul cammino del riconoscimento che c’è spazio e risorse per tutti. Basta saperle guardare. Basta saperle chiamare.

Il potere dei sogni va oltre il nostro tornaconto, è un atto poetico che si realizza sulla strada della conoscenza di noi stessi.

Un viaggio della fiducia. Il viaggio più importante che possiamo intraprendere.

Mahalo.

Una risposta a “Il POTERE DEI SOGNI”

  1. Avatar Annalisa Leandri
    Annalisa Leandri

    Cara Lori il sogno c’è ma mancano le energie interiori per portarlo alla
    Luce
    La stanchezza t talmente alta che ferma il
    Sogno
    Ho bisogno di ricaricarmi profondamente ma non so dove andare ad attingere l’energia
    Il mio sogno ha solo un nome ma il contenuto è tutto da creare
    E per ora ,anche se arrivano spinte esterne non trovo la forza per creare il mio sogno,per portarlo alla luce anche se colgo il bisogno del mondo di quello che sto sognando
    Aspetto ancora la ricarica che pare nn arrivare
    Ma resto in fiduciosa attesa

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