MOLLARE LA PRESA

Viviamo dei momenti di profonda stanchezza, che sembra ci accompagni da talmente tanto tempo, da essere diventata ormai familiare, come il colore dei nostri occhi, la forma delle nostre mani.

Una compagna che ci saluta al mattino, appena svegli, si trascina con noi in bagno; sembra andarsene per un attimo con il primo caffè, ma rispunta mentre siamo in coda in auto, magari mentre ci rechiamo sul posto di lavoro.

Quella stanchezza assomiglia ad un peso, che ci portiamo sulle spalle?

Senza grande incertezza, sta rallentando il nostro ritmo vitale, obbligandoci a volte ad aumentare i giri a dismisura.

Per combatterla, aggiungiamo cose: più pensieri, più distrazioni, più di qualsiasi cosa.

In un sistema corpo – mente che manifesta stanchezza, aggiungere stimoli non fa altro che aumentare il peso che, energeticamente, da qualche parte stiamo già portando.

Difficilmente riusciamo a riconoscere in questa stanchezza, un prezioso messaggero.

Non siamo addestrati al dialogo interiore, piuttosto possiamo dire di essere estremamente ferrati al chiacchiericcio mentale: pensieri che si aggrovigliano come radici di mangrovia. Labirinti di domande che portano ad altri intrecci.

Non vi è fine alla capacità della mente di produrre nuovi quesiti, nuovi scenari.

Uno strumento prezioso, ma che deve rimanere al suo giusto posto, senza tiranneggiare.

Il dialogo con la stanchezza non avviene nella mente, ma ascoltando il corpo e il cuore.

E per chi non è abituato, anticipo un pochino quella che è spesso la strategia migliore da utilizzare.

Mollare la presa.

Non mi riferisco ad uno scarico di responsabilità. E nemmeno all’ignorare gli impegni a cui, nel corso della giornata, dobbiamo far fronte.

A meno che, quindi, la stanchezza sia puramente di natura fisica (svolgiamo attività che richiedono forza fisica), ciò che ci stanca è la tenacia con cui stringiamo le cose. Quando vogliamo controllare, quando non ci fidiamo, quando mentalizziamo il risultato.

È come stringere una corda da barca, mentre la corda sta scorrendo.

Le mani si feriscono, stringiamo ancora di più.

Mollare la presa è un atto coraggioso di lasciare andare il pensiero che abbiamo creato su una certa cosa.

È provare a lasciarla respirare, piantare un seme di una idea e lasciare che spunti.

Senza accanirci nel controllarlo.

Può fare paura, ma tenere la corda è molto più deleterio.

E allenando a lasciare respirare quella idea, quel progetto, ci alleiamo al suo naturale evolversi.

Il messaggero della stanchezza è saggio. Porta con sé un invito ad accoglierlo.

Mahalo.

14 risposte a “MOLLARE LA PRESA”

  1. Avatar PATRIZIA PARISE
    PATRIZIA PARISE

    Proprio tu cara Lori mi hai insegnato a fermarmi, respirare, lasciar scorrere e affidarmi a quello che la vita mi ha riservato, senza accanirmi nel controllare tutto ciò che mi accade e che la mente mi porta a razionalizzare.
    È così che ho scoperto che la vita è molto più dolce di come mi appariva razionalmente.
    Grazie di ❤️

  2. Avatar Marina Pozzato
    Marina Pozzato

    Meraviglioso questo scritto!
    Grazie

  3. Avatar M Beatrice Prandini
    M Beatrice Prandini

    Saggia Lori,
    parole sante: “Non vi è fine alla capacità della mente di produrre nuovi quesiti, nuovi scenari.”
    Già… ed è realmente complicato “mollare la presa” ma….con le tue parole, i tuoi scritti, i tuoi consigli, il tuo ottimismo…..ce la si potrà fare…..
    Sarebbe molto utile, se i tuoi articoli, li raccogliessi in un bel libro.
    Bea

  4. Grazie Lorenza per questo scritto! Voglio provare davvero a lasciare andare i pensieri che si aggrovigliano, allenarmi a respirare mollando la presa.

    1. grazie Marinella, siamo tutti studenti su questo argomento

  5. Parole al vento… mi sembra esso stesso racchiuso nel titolo di questo blog il valore di quanto riporgi in questo articolo, con parole chiare, dirette e affettuose .

  6. Parole al vento… mi sembra esso stesso racchiuso nel titolo di questo blog il valore di quanto riporti in questo articolo, con parole chiare, dirette e affettuose .

    Grazie 🙏♥️

  7. Avatar paola colombera
    paola colombera

    Cosa succede se mollo?

    Smetto di resistere… di tenere a bada la mia parola, evitare attriti o irritazioni.

    Cosa succede se scoppio in una fragoroso risata?

    Lasciò gli appigli dei miei scenari futuri e tutte le mie dimostrazioni d’abilita’ e stabilità.

    Lascio persino che il mio corpo molli e faccia rumore e dolore senza etichette, senza giudizio, senza un prossimo rimedio in tasca.

    Cosa succede se lascio che i miei figli si distraggono con le loro distrazioni e che l’adolescenza galoppi e me li porti via e mi presenti degli stranieri che parlano una lingua che non capisco più?

    Cosa succede se mollo e smetto di conquistare il nuovo cliente, lascio tacere le persone sedute intorno a me?

    Cosa succede se mi dimentico di ricordare gli abbracci caldi di mia madre?

    Come posso dimenticarli e impossibile…

    E ora che ho lasciato gli ormeggi di casa, cosa succede?

    Vaga la mente, salta da una nuvola più grande a una più piccola e alla fine si stanca di saltare.

    Mi sdraio con lei in questo prato che punzecchia, fiorisce e ronza.

    Sento “tu tum”, il mio cuore tranquillo, il tepore sulle mi palpebre baciate dal sole.

    Mi arrendo.

    1. che bello Paola! ci vediamo su quel prato che punzecchia, fiorisce e ronza.

  8. Avatar Elisabetta Caimi
    Elisabetta Caimi

    Già, il coraggio di lasciar andare non mi appartiene ma ho imparato a rallentare, ascoltarmi eppoi decidere.
    Una fase che mi è cara e che ho imparato proprio da te Lorenza: “Stiamo nella fiducia” mi accompagna nei momenti difficili e di grande ansia.
    Devo dire che funziona!!
    Togliere “cose” alleggerisce corpo, cuore e mente.
    Lo ricordo ogni mattina al mio risveglio dopo aver ringraziato (

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