LA SAGGEZZA DI UNA BOTTIGLIA D’ACQUA

Le intuizioni migliori arrivano, qualche volta, da un semplice momento di vita quotidiana.

In questi giorni che precedono la Pasqua, ho la sensazione che tutto intorno a me sia in accelerazione. La giostra della vita pare muoversi freneticamente, con le sue salite e le sue inaspettate virate.

E mentre questa sensazione di vertigine vitale mi accompagna, cerco di prestare attenzione ai dettagli, ad immaginare il tempo come un non tempo.

Arriviamo quindi alla bottiglia d’acqua.

A volte è un enorme sollievo soffermarci sui semplici bisogni della vita. Come il cibo, come la sete che si fa sentire.

Senza per forza mentalizzare tutto o andare costantemente alla ricerca di profonde verità. C’è un tempo per cercare, c’è un tempo anche per riposarsi dalla ricerca interiore e psicologica.

Nella mia casa non ci sono bottiglie d’acqua: ho la fortuna di vivere in un luogo dove l’acqua del rubinetto è molto buona; quindi, mi risparmio il trasporto delle pesanti confezioni, che tutti noi ben conosciamo.

Ospite a casa di famigliari, ho “preso in prestito” una bottiglia d’acqua, con tante bollicine.

Ma dove voglio arrivare?

La mia indomabile impazienza, forse, a ragion veduta, è anche la vostra.

Ho cercato di estrarre la bottiglia dal cestino, premurandomi di togliere un piccolo pezzetto di imballaggio.

Ho tirato, con tutte le mie forze, ma niente, non voleva saperne.

E più insistevo, più sembrava fare attrito con le altre bottiglie, rinchiuse come lei nella prigione del confezionamento moderno.

Con cautela, mi sono arresa e ho proceduto a togliere quanto possibile dell’imballaggio intorno alla preziosa bottiglia, neppure fosse oro.

E’ bastato questo gesto,  per liberarsi agilmente dal blocco.

Sono rimasta un po’ scocciata, dalla mia irruenza (e dalla quantità di plastica), ma anche un po’ imbambolata di fronte a questa miracolosa estrazione (altro che “Spada nella roccia”).

E un pensiero semplice mi ha attraversata.

Il percorso psicoterapeutico non ha la funzione di trasformare l’acqua in champagne. Quella sarebbe manipolazione.

Non ha neppure la funzione di spaccare l’imballaggio con forbici o flessibili. Questo sarebbe non rispettare il naturale ritmo del paziente, rischiando di danneggiare. E neppure quella di aprire il tappo prematuramente, rischiando versamenti d’anima.

Forse, per spiegarla in un modo un pochino riduttivo, ma efficace, è stare a fianco di chi sta cercando di aprire quell’imballaggio. E mentre ci prova, mostrargli/mostrarle il senso più alto della sete.

È vero, nessun percorso terapeutico che si rispetti prevede che sia il terapeuta a togliere l’imballaggio per te.

Ma mentre fatichi, mentre la sete si fa sentire, mentre cerchi una strategia per liberare la tua forma, penso sia impagabile avere qualcuno che ti accompagna nel viaggio.

Che ti regge una torcia e ti dice: ci sono.

Buona rivelazione. Buonissime bottiglie d’acqua a tutti!

Mahalo.

6 risposte a “LA SAGGEZZA DI UNA BOTTIGLIA D’ACQUA”

  1. Avatar Annalisa Leandri
    Annalisa Leandri

    Molto bello il racconto
    In questo periodo mi sento molto una bottiglia di plastica bloccata nel pacco della vita
    E sinceramente mi sento un po’ strettina
    Tutto quello che era importante per me in un modo o nell’altro si è allontanato o lo sta facendo
    E mi ritrovo una vita circondata dal vuoto
    Come un grande buco che ingoia tutta la mia energia vitale
    E non so più quale sia la mia direzione
    Non sto bene di salute per adeguarmi al mondo ho depauperato le mie energie e ora sono seduta a terra,stordita,stanca,svuotata
    Ho seguito corsi,ho letto,ho studiato tanto negli ultimi anni ma oltre aver visto le ferite primarie,averle toccate,respiate e vissute nn sono arrivata a una rinascita
    A una vera svolta
    Forse mi sono illusa che se mi fossi impegnata con dedizione,come ho fatto sarei arrivata alla mia liberazione
    Ma oltre a perdere me ho perso per strada tt il mio mondo,famiglia,figli,amici
    Per chi nn ha fatto nulla di esoterico o non ha ricercato la vita è proseguita con lo stesso ritmo di sempre
    Lavoro,impegni,famiglia,televisione,allegria leggera ma per me tt questo nn ha più senso
    E allora ora spaccata,stanca,smarrita dove devo andare?
    Ai vari Guru che ti dicono devi amarti tu per prima ormai rido in faccia
    Ma puoi dire una stupidata simile a chi siede a terra senza forze ed energie?
    Sto ,allora con quello che non c’è e aspetto di trovare il coraggio di tagliare le ultime ancore che mi tengono in questo stato pietoso,sicuramente doloroso
    Nella speranza che da questo buco fatto di vuoto prima o poi esca una voce,quella del mio se’ superiore e che mi indichi la via per la serenità,la gioia e perché no una felicità delirante
    Nel mentre aspetto seduta a terra

    1. che questo tempo ti porti i suoi doni, lo fa sempre

  2. Molto esaustivo!

  3. Avatar M Beatrice Prandini
    M Beatrice Prandini

    Cara Lori, è vero. Sapere che nel percorso della vita, ci sia qualcuno che ci accompagna, anche da lontano, pronto ad allungare una mano nei momenti più bui e faticosi….è una consolazione che a tratti rende un pochino più forti nei confronti della vita, delle sue ingiustizie e percorsi tortuosi….

    1. E’ una grande occasione anche per me. Grazie Bea

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