L’arrivo della primavera è un’esplosione di vita.
Tutto ciò che sembrava sepolto, nascosto dalla lunga marcia dell’inverno, rompe le trincee e spunta ovunque.
La terra, i rami, gli animali riprendono il loro posto sulla terra. E noi con loro.
Seguendo il flusso armonico dell’alternarsi delle stagioni, anche in noi si risvegliano corpo ed emozioni.
La pelle è pronta a ricevere i raggi solari e le brezze leggere del mattino. I colori ripopolano la nostra esistenza.
Il movimento della vita, nel suo espandersi e contrarsi, ci apre ad accogliere la bellezza ed il nuovo.

Riusciamo ad accompagnare questa rinnovata fiducia, che la natura ci offre?
Oppure scegliamo di procrastinare il tempo della rinascita, protetti, nell’inverno del cuore?
Occorre una dose abbondante di fiducia per riaprire le porte ai nostri progetti.
Questo perché, spesso, abbiamo vissuto la lentezza, la fatica, la disillusione della realizzazione.
Ci fidiamo di nuovo, ma solo a fronte di garanzie di riuscita.
E quali garanzie condizionano la nostra fiducia?
Quelle del “tutto deve andare bene, nulla mi deluda, niente mi irriti”.
Ma la vita è un viaggio di poche certezze e molti piani sgarrupati.
Allo stesso modo, anche l’amata primavera non porta garanzie di durare per sempre.

Quale può essere quindi il senso ultimo di aprirsi alla ri-nascita dei nostri progetti, dei nostri sogni, se nessuno ne promette durata e risultato?
A tal proposito, ho visto un video molto bello di recente (a volte i social portano messaggi di riflessione).
Uno studio televisivo completamente inondato di meravigliosi mazzi di fiori. Il conduttore azzarda un commento: “tutti noi, di fronte alla bellezza di un mazzo di fiori, vorremmo che durasse il più a lungo possibile” dice, interpretando lo stupore e il desiderio di tutti coloro che osservano il tripudio floreale.
“Come possiamo farli durare a lungo?” chiede al fioraio, presente in trasmissione.
Quest’ultimo, vero messaggero di saggezza, guarda il conduttore, accennando un sorriso paziente.
Risponde: “I fiori non sono fatti per durare”.
“Il compito dei fiori è quello di tenerci nel momento presente. Essi crescono, sbocciano, lottano e poi se ne vanno.”
In questo breve arco di tempo, i fiori ci insegnano a sostare al cospetto della bellezza.
Ci insegnano a contemplare.
Alle soglie del sacro, nell’essenza delle piccole cose.
Quindi, senza cercare garanzie di imperitura fioritura, lasciamo fiorirci nella perfezione del momento.
Per esperienza personale, ne è sempre valsa la pena.
Mahalo.

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